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Mostra Kandinsky a Palazzo Bonaparte: Ne Vale la Pena? Impressioni e Consigli Pratici

Mostra Kandinsky Palazzo Bonaparte Roma
Fonte: Instagram @arthemisiaarte

Dentro la mostra di Vassily Kandinsky, aperta a Roma fino a febbraio 2027: il racconto della nostra visita

Per raggiungere la mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte abbiamo preso la metro fino al Colosseo e da lì a piedi fino a Piazza Venezia. È una di quelle passeggiate iconiche in cui Roma ti cade addosso, dove la storia più antica affiora da ogni pietra.

Indice dei contenuti
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  • Kandinsky a Palazzo Bonaparte: come si sviluppa il percorso espositivo
  • Le cinque sezioni della mostra: dal paesaggio all’arte astratta
  • Non solo Kandinsky: l’uomo dietro i colori
  • Tre chiavi di lettura per provare a capire Kandinsky
  • La stanza immersiva e il nostro rito al bookshop
  • Cosa ci ha lasciato questa visita alla mostra di Kandinsky
  • Verso l’uscita della mostra: il fotobox nell’atrio e il bistrot
  • Allora, ne vale la pena?
  • Informazioni pratiche: orari, biglietti e come organizzarsi
  • Domande frequenti sulla mostra di Kandinsky a Roma (FAQ)

Poi, sull’altro lato, lo sguardo sbatte contro i cantieri, le transenne, i lavori infiniti della Metro C e quel paesaggio provvisorio che da anni accompagna questa parte della città, cambiandone l’aspetto, come una ferita aperta in uno dei luoghi più simbolici e scenografici di Roma.

Costeggiamo i Fori e l’Altare della Patria e ci infiliamo dentro l’imbuto caotico e spersonalizzato del cantiere di Piazza Venezia. I budelli pedonali obbligatori e strettissimi ci inghiottono tra silos e pannelli plastificati, per poi risputarci fuori all’angolo con via del Plebiscito.

Attraversiamo insieme a un milione di persone. Ed eccolo lì, Palazzo Bonaparte: affacciato proprio all’angolo tra Piazza Venezia e l’inizio di Via del Corso, col suo balconcino verde sospeso sopra il traffico e quell’aria elegante e aristocratica.

Varcare la soglia significa lasciarsi istantaneamente alle spalle il rumore sordo del traffico romano. L’ingresso è classico e raffinato, ci conduce dritte alla scalinata che sale al primo piano: è qui che si tengono le esposizioni e ci ritroviamo, d’emblée, immerse in una sequenza di stanze ovattate.

La domanda che ci siamo fatte prima di salire, la stessa che probabilmente ti stai facendo anche tu con lo smartphone tra le mani, è sempre la solita, e diciamocelo senza ipocrisie: vale davvero la pena spendere quasi venti euro per questo biglietto?

Entrata-Palazzo-Bonaparte-Mostra-Kandinsky
Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia, Roma

Tra le mostre a Roma autunno inverno 2026 2027, Kandinsky è uno di quei nomi che vanno considerati con cautela: si porta dietro il peso dei libri e delle nozioni di scuola, delle immagini già viste mille volte, con il rischio di ritrovarci davanti a poche opere minori e la sensazione di aver pagato il grande nome e non la sostanza.

Noi siamo entrate in un sabato di tardo pomeriggio, prendendoci il tempo di camminare a passo lento tra le sale scure.

Mettiti comoda anche tu: ti raccontiamo com’è andata lì dentro, sala per sala, cosa aspettarti davvero e cosa ci ha lasciato addosso questa serata.

Leggi il nostro itinerario a piedi per visitare Roma in un giorno →

Kandinsky a Palazzo Bonaparte: come si sviluppa il percorso espositivo

Il percorso della mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte è strutturato su due piani attraverso un allestimento completamente immersivo e privo di luce naturale. Le finestre storiche sono schermate da pannellature scure, il pavimento rivestito attutisce i passi e le pareti virano sui toni verde muschio e grafite profonda. A illuminare le tele ci sono solo faretti caldi orientati singolarmente, che le trasformano in isole vive nel buio. È un’atmosfera quasi sospesa, che ci invita spontaneamente a rallentare.

Allestimento delle sale della mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte
Sale espositive a Palazzo Bonaparte durante la mostra di Kandinsky

🏛️ Palazzo Bonaparte tra grandi maestri e rassegne: Se ami l’arte a Roma, ecco altri due percorsi che abbiamo raccontato:

  • Alphonse Mucha a Roma. Un trionfo di bellezza e seduzione →
  • L’universo di Botero in mostra: un viaggio nell’arte di un maestro tra ironia e poesia →

Se frequenti spesso questo spazio espositivo, ritroverai subito il suo format tipico, fluido e ben riconoscibile:

Il video introduttivo

Superata la soglia al primo piano, ci accomodiamo sulle poltroncine di velluto per un filmato di circa dieci minuti. È una buona idea guardarlo prima di iniziare il percorso: ci permette di mettere a fuoco la vita di Kandinsky e di avere le coordinate giuste per seguirne l’evoluzione senza perderci.

Il percorso espositivo su due livelli che ci riporta al punto di partenza

La mostra si srotola sui due livelli storici dell’edificio, sfruttando la scalinata principale come raccordo tra una tappa e l’altra:

  • Al primo piano: Salite le scale dall’atrio, si entra nella prima successione di stanze. È un tragitto circolare in cui la biografia e le prime fasi artistiche di Kandinsky vengono raccontate attraverso pannelli e approfondimenti. Il percorso intreccia la sua ricerca pittorica con la vita privata: gli affetti, i viaggi, le fughe, gli incontri, i maestri e le crisi che accompagnano le diverse fasi della sua carriera. È una scelta che ci piace perché fa capire come dietro quella progressiva esplosione di colori e forme ci sia un uomo che cambia. E che, cambiando, cambia anche il modo di guardare e di dipingere il mondo.
  • Al secondo piano: Riprendiamo la scalinata verso il piano superiore. Qui incontriamo le opere della maturità e la celebre sala con gli specchi, immancabilmente la più fotografata. Forse perché, in mezzo a quella sequela di forme, linee e colori che si riflettono e si moltiplicano senza fine, finiamo per esserci anche noi. Qui il confine tra quadro e spazio si fa sottile e l’esperienza diventa davvero immersiva. Alla fine del percorso, c’è l’inevitabile passaggio al bookshop.
  • Il ritorno al punto di partenza: completata la visita, si scende di nuovo lungo lo scalone fino al piano terra. Qui, accanto all’uscita, si trova il bistrot per una sosta veloce.
La Sala degli Specchi alla mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte Roma
La Sala degli Specchi al secondo piano: l’opera si moltiplica nello spazio per un’esperienza immersiva

✨ Ami giocare con la percezione? Se ti affascinano le prospettive insolite e i giochi di riflessi, leggi anche la nostra esperienza al Museo delle Illusioni di Roma: il museo che ci fa perdere la testa! →

Le cinque sezioni della mostra: dal paesaggio all’arte astratta

Silvia contempla seduta sul divanetto l'opera Con L'Arco Nero di Kandinsky
Silvia contempla l’opera “Con L’Arco Nero” di Kandinsky
Pannello-alla-Mostra-Kandinsky-spiega-Sinestesia
Pannello “Ora tocca a te” sulle associazioni suono/colore

La retrospettiva attraversa cinque tappe cronologiche fondamentali, documentando la transizione di Kandinsky dalla pittura figurativa degli esordi alla nascita dell’astrattismo:

1. Gli esordi tra Mosca e la Baviera

Partiamo da tele ancora pienamente figurative, con scorci di villaggi e paesaggi dai colori densi e pastosi. È interessante per noi guardare queste prime prove sapendo già dove arriverà: Kandinsky impara le regole classiche per poi scardinarle del tutto.

2. La svolta del Cavaliere Azzurro (Der Blaue Reiter)

Siamo a Monaco di Baviera e arriva il momento della rottura. Con questo gruppo d’avanguardia del Cavaliere Azzurro, Kandinsky si allontana progressivamente dalla necessità di rappresentare il mondo così come lo vediamo. La figura comincia a dissolversi e il colore si emancipa: non serve più a descrivere un cavallo o un prato, ma a trasmettere una pura vibrazione interiore.

3. Il ritorno in Russia negli anni della Rivoluzione

La Prima guerra mondiale e la Rivoluzione d’Ottobre cambiano profondamente il contesto in cui Kandinsky vive e lavora. Rientrato in Russia, la pennellata spontanea e libera lascia spazio a un ordine disciplinato: compaiono linee rette, reticoli e una costruzione geometrica dello spazio.

4. Gli anni dell’insegnamento al Bauhaus

È il momento centrale della sua maturità. Kandinsky viene chiamato a insegnare al Bauhaus, la celebre scuola tedesca di arte, architettura e design, dove analizza l’effetto psicologico e il rapporto tra colori, forme ed emozioni.

Il colore non è più soltanto qualcosa che guardiamo: ha un peso, una temperatura e quasi una voce. Anche le forme geometriche assumono un ruolo preciso nella composizione. Troveremo tutto spiegato negli approfondimenti sui pannelli esposti a parete lungo il percorso. Insomma, non siamo lì soltanto a guardare in maniera passiva, dobbiamo provare, vedere con occhi nuovi, metterci del nostro.

5. L’ultimo approdo a Parigi

Poi arriva Parigi. In fuga dalla Germania per via delle pressioni politiche, trascorre gli ultimi anni in Francia. La geometria rigida si ammorbidisce di nuovo: i quadri si popolano di forme fluide e leggere, piccoli elementi simili a frammenti di vita marina sospesi su sfondi pastello delicati.

Dettagli delle opere di Vassily Kandinsky in mostra a Palazzo Bonaparte: Giallo, rosso e blu e composizioni geometriche del periodo Bauhaus
A sinistra: dettaglio di Giallo, rosso e blu (1925). A destra: forme e tensioni geometriche negli anni del Bauhaus.

Non solo Kandinsky: l’uomo dietro i colori

Come sempre a Palazzo Bonaparte, l’artista non viene raccontato soltanto attraverso i quadri.

Fotografie, documenti, oggetti personali e riferimenti alle persone che hanno attraversato la sua vita ci restituiscono un uomo oltre l’arte: i suoi legami, i suoi spostamenti, le scelte che lo hanno portato a cambiare città, ambiente e persino modo di dipingere. E questo, per noi, rende la sua storia più concreta da seguire.

Perché la vita non è mai una linea retta, è fatta di piani diversi, di sfaccettature, di cambiamenti, di incontri e ripartenze che, alla fine, messi insieme, danno forma alla nostra storia.

Tre chiavi di lettura per provare a capire Kandinsky

Trovarci davanti a un quadro fatto solo di triangoli, cerchi e macchie di colore all’inizio ci ha lasciate un po’ disorientate: dove dobbiamo guardare? Cosa dovremmo capire?

Per non perderci, Vassily Kandinsky ci ha lasciato una bussola interpretativa chiara, ripresa con intelligenza anche dai testi esposti lungo le pareti:

  • I colori che suonano (la sinestesia): Kandinsky sentiva fisicamente i colori come note musicali. Il giallo gli suscitava una sensazione sonora acuta e squillante, come una tromba; il blu scuro richiamava le note di un violoncello o di un organo; il rosso aveva la forza e il ritmo di un suono pieno e deciso, come quello di un tamburo. Davanti alle pareti, abbiamo allora provato ad ascoltare l’accordo sonoro invece di cercare una figura riconoscibile.
  • Le forme geometriche: Dunque, niente sulla tela è casuale, ci spiega Kandinsky. Una linea orizzontale ci trasmette quiete e riposo; la verticale ci comunica spinta e slancio; la diagonale spezza la monotonia e introduce il movimento. Il cerchio è una forma serena e compiuta, mentre il triangolo ha una presenza netta, quasi tagliente.
    • Le due opere manifesto:
      Ci fermiamo davanti a L’Arco Nero (1912). È il quadro della svolta, quello che segna il passaggio di Kandinsky dall’ultima figurazione all’astrazione. Davanti a quest’opera non cerchiamo più cosa rappresenta: cominciamo a sentire quello che colori, linee e forme stanno raccontando a noi. Ci accorgiamo che è cambiato qualcosa nel nostro modo di guardare, come se avessimo imparato a leggere una lingua che all’inizio ci sembrava indecifrabile. Il giallo, il rosso, il blu non sono più semplicemente colori: sono segni che trasmettono emozioni e ognuno li legge a modo suo. Le linee suggeriscono movimento. Le forme morbide accompagnano lo sguardo, quelle appuntite lo interrompono e lo spingono altrove.

      Il Gelb-Rot-Blau (1925) rappresenta la piena maturità artistica di Kandinsky. Davanti a questa grande tela concediamo tre minuti di silenzio. Tre minuti, davanti a un quadro, ti fanno quasi entrare dentro la tela: smetti di guardarla soltanto da fuori e cominci a viverla da dentro. Il dipinto gioca sul contrasto tra due universi: a sinistra c’è il giorno, la luce, la geometria netta e il giallo squillante; a destra un’atmosfera più notturna e profonda, con cerchi scuri e sfumature bluastre. Al centro, una macchia rossa che collega questi due mondi contrari. È l’idea che gli opposti non si escludono ma convivono: il razionale e l’emotivo, la luce e l’ombra, l’odio e l’amore. Quando si dice separati da un filo sottile. Cambia il verso, non l’intensità.
    Visitattrice osserva Gelb-Rot-Blau di Vassily Kandinsky alla mostra di Palazzo Bonaparte
    Fermarsi a osservare «Gelb-Rot-Blau» (1925) di Vassily Kandinsky lungo il percorso a Palazzo Bonaparte

    La stanza immersiva e il nostro rito al bookshop

    Lungo il percorso al secondo piano entriamo nella stanza immersiva di specchi e proiezioni caleidoscopiche. Qui le geometrie, i cerchi concentrici e le forme delle opere vengono riflesse e moltiplicate all’infinito sulle pareti e sul pavimento. È una parentesi scenografica pensata forse per rompere il ritmo del percorso e scattare qualche foto senza fretta.

    Poi, naturalmente, al termine del percorso c’è lo spazio dello shop: per noi quasi una tappa obbligata della visita.

    Il mio rituale è acquistare una tovaglietta plastificata con la riproduzione di un’opera dell’esposizione. Possibilmente quella più allegra e colorata o quella che più mi ha colpita. Ne ho ormai una piccola collezione e l’idea di iniziare la giornata con un’opera d’arte sotto la tazzina del caffè mi piace parecchio.

    Silvia, invece, ha il suo debole per i segnalibri. Possibilmente, non uno solo. Così, mentre io scelgo quale Kandinsky finirà sulla tavola della colazione, lei rovista tra i segnalibri cercando quello che accompagnerà la prossima lettura. È un modo molto personale per portarci a casa un pezzetto di mostra.

    Tovaglietta souvenir con la stampa dell'opera Gelb-Rot-Blau di Kandinsky acquistata al bookshop
    Il nostro souvenir dal bookshop: la tovaglietta con la stampa di «Gelb-Rot-Blau» per portare a casa un pezzetto di mostra

    🧁 Dalla mostra alla cucina: La tovaglietta è diventata subito protagonista delle nostre colazioni lente del fine settimana. Se cerchi un’idea sana e golosa, scopri la ricetta della nostra Crostata Croccante dello Sportivo con Farina 1 e Muscovado →

    Cosa ci ha lasciato questa visita alla mostra di Kandinsky

    Quello che ci ha lasciato addosso questa serata non è soltanto la scoperta di Kandinsky. È soprattutto lo stacco netto dalla realtà, dal rumore della giornata, dalle cose da fare e da quelle che continuano a girarci in testa anche quando non avremmo nessuna voglia di pensarci.

    Il percorso espositivo, con le sue luci soffuse puntate sulle tele e le pareti scure, contribuisce a creare questa sensazione. Man mano che procediamo nelle sale, il resto sembra arretrare. La luce abbagliante, il traffico, le notifiche dello smartphone e la fretta rimangono del tutto fuori campo; per un po’ ci sono soltanto le opere, i colori, le forme e il tempo che finalmente rallenta. È il privilegio raro di uscire per un paio d’ore dalla nostra dimensione quotidiana per entrare in quella di qualcun altro: nel caso di Kandinsky, un mondo fatto di ritmi visivi, geometrie rigorose e musica interiore.

    Verso l’uscita della mostra: il fotobox nell’atrio e il bistrot

    Prima di uscire ci fermiamo nell’atrio, ai piedi della scala che porta alle sale. Qui troviamo una postazione per le foto artistiche istantanee: ci mettiamo davanti all’obiettivo e, per qualche secondo, ci ritroviamo dentro un piccolo quadro alla Kandinsky. Una specie di ultimo souvenir, questa volta con noi dentro. Scattiamo, ridiamo, ritiriamo le nostre stampe e ci concediamo anche un prosecco fresco.

    Poi attraversiamo di nuovo il portone pesante. Sono le 21 ed è già notte.

    E Roma, fuori, è lì: esattamente dove l’avevamo lasciata. Il traffico su via del Plebiscito, i clacson, i marciapiedi affollati del sabato sera, il brusio continuo delle voci: insomma quel rumore di fondo che resta la colonna sonora immutabile della città. Ma settembre ha finalmente regalato all’aria una tregua più fresca e piacevole, dopo un’estate che sembrava non voler finire mai.

    Scatto ricordo al fotobox a tema astratto della mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte
    Diventare parte dell’arte a tema Kandinsky: l’esperienza divertente del fotobox a Palazzo Bonaparte.

    Allora, ne vale la pena?

    All’inizio ci siamo chieste senza ipocrisie se questa mostra valesse davvero il costo del biglietto: per noi la risposta è sì, vale la pena vederla.

    Dipende però da cosa cerchi: c’è chi potrebbe trovare l’allestimento di Palazzo Bonaparte un format già visto; per noi la liturgia collaudata di questo spazio funziona come una confortevole certezza. Sai in anticipo come si svilupperà il percorso, vieni accompagnata per mano con ordine e chiarezza, e puoi goderti l’esperienza senza imprevisti. Se hai voglia di regalarti una serata di sospensione per scoprire come un linguaggio astratto possa cambiare la percezione dello spazio, questo biglietto merita di essere staccato.

    Informazioni pratiche: orari, biglietti e come organizzarsi

    Se stai pensando di andare, ecco i dettagli pratici che ti servono per pianificare la visita senza intoppi:

    • Biglietti mostra Kandinsky Palazzo Bonaparte: L’intero in biglietteria costa circa 18 € (che arrivano a circa 19,50 € online con i diritti di prevendita). Il nostro consiglio è quello di acquistare la prevendita con orario fisso: la fila all’esterno taglia il marciapiede e nel weekend rischi di passare mezz’ora in coda solo per entrare.
    • Quanto dura la visita: Il percorso conta una settantina di opere divise su due piani, oltre al video introduttivo. Calcola tra i 60 e i 75 minuti: andare più veloci significa perdersi i testi, mentre superare l’ora e mezza può risultare stancante.
    • Orari di apertura: Dal lunedì al giovedì 9:00 – 19:30; venerdì, sabato e domenica 9:00 – 21:00 (la cassa chiude un’ora prima). Se vai di sabato sera come abbiamo fatto noi, l’ultimo turno verso le 19:30 è l’ideale: l’affollamento del pomeriggio si è spento e le sale tornano silenziose.
    • Guardaroba: Subito dopo il varco dei biglietti trovi il guardaroba: ti suggeriamo di lasciare lì borse e giacche per muoverti tra le stanze a mani libere.

    Domande frequenti sulla mostra di Kandinsky a Roma (FAQ)

    Quanto dura la mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte?

    La mostra è aperta al pubblico a Roma dal 15 settembre 2026 fino al 14 febbraio 2027.

    Quanto tempo serve per visitare la mostra?

    Il tempo medio stimato per completare la visita tra video introduttivo, opere su due piani e stanza immersiva è compreso tra 60 e 75 minuti.

    Vale la pena visitare la mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte?

    Assolutamente sì, soprattutto per due motivi. Il primo è l’eccezionalità del prestito: le opere esposte arrivano direttamente dalla collezione del Centre Pompidou di Parigi, un’occasione rara per ammirarle a Roma riunite in un unico percorso. Il secondo è che l’allestimento accompagna il visitatore con gradualità: anche se non si è grandi esperti di arte astratta, la mostra permette di comprendere l’evoluzione dell’artista, facendoci entrare nel suo universo fatto di musica, colore e geometria pura.

    PRIMA DI PARTIRE

    Controlla sempre orari, prezzi e disponibilità…

    Per verificare orari aggiornati, riduzioni e acquistare i biglietti ufficiali puoi consultare il sito ufficiale di Palazzo Bonaparte →

    Tu hai già in programma di andare a vederla o stai aspettando le prime giornate d’autunno? E soprattutto: hai anche tu un rito irrinunciabile allo shop quando esci da una mostra? Raccontacelo nei commenti, ti leggiamo volentieri!


    ✨ CONTINUA IL VIAGGIO CON ALTRI ITINERARI A ROMA E DINTORNI:

    • → Visitare Roma in un giorno: itinerario a piedi per chi ha poco tempo
    • → Colosseo a Roma: la guida completa a biglietti, orari e suggerimenti pratici
    • → La Serra Moresca di Villa Torlonia: un luogo esotico dalle cromie brillanti
    • → Itinerario di un weekend nella Tuscia Viterbese

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    https://www.sproloquieripartenze.it/wp-content/uploads/2026/09/Mostra-Kandinsky-Palazzo-Bonaparte-Roma-Copertina.webp 456 685 Carola https://www.sproloquieripartenze.it/wp-content/uploads/2024/10/Sproloqui-e-Ripartenze-LOGO2-Trasp-PICC21.png Carola2026-09-26 01:33:152026-09-27 16:32:30Mostra Kandinsky a Palazzo Bonaparte: Ne Vale la Pena? Impressioni e Consigli Pratici
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    Le orchidee ci incantano da sempre: fiori sospesi Le orchidee ci incantano da sempre: fiori sospesi tra fragilità e forza, tra eleganza e stranezza, tra terra e aria.Sabato 24 e domenica 25 maggio andremo a cercarle tra i viali dell’Orto Botanico di Roma, per Ortidea 2025 🌸✨Due giorni immersi nella bellezza:🌍 orchidee e piante rare da Giappone, Brasile, Ecuador, Germania e tanti altri paesi🌺 installazioni botaniche internazionali🪴 laboratori su cura, rinvaso e fisiologia delle orchidee🌳 terapia forestale e percorsi tra rose, felci e giardini segreti👧 attività per bambini, yoga tra i fiori, letture all’aria aperta🍕 e naturalmente cibo, artigianato e cose belle da scoprire con calmaSe amate le piante, la primavera, e i piccoli mondi verdi in cui si respira meglio: vi piacerà.🌿 Ci vediamo lì?📍 Orto Botanico di Roma – Largo Cristina di Svezia 23 A, Trastevere📅 24–25 maggio#Ortidea2025 #OrtoBotanicoRoma #SensEventi #orchidee #OrchidLovers #RarePlants #PlantExhibition #pianterare #EcoEvents #giardinisegreti #GreenEscape #FlowerFestival #BotanicalGardenRome #NatureLovers #RomeNature #SpringInRome #primaveraaroma #RomeEvents #ThingsToDoInRome #WeekendInRome #RomeTravel #eventiaroma #FamilyFriendlyEvents #sproloquieripartenze
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    🌸🐣 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮 𝗲 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗲𝘁𝘁𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟱: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 ( 🌸🐣 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮 𝗲 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗲𝘁𝘁𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟱: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 (𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼)!Cerchi un posto speciale per festeggiare con gusto? Ecco 𝟭𝟭 𝗶𝗱𝗲𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗲 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼: dai brunch panoramici ai ristoranti immersi nel verde, fino agli agriturismi tra i vigneti. Scopri il tuo angolo di primavera tra sapori autentici e viste mozzafiato!𝗔 𝗥𝗼𝗺𝗮𝙃𝙤𝙩𝙚𝙡 𝙃𝙖𝙨𝙨𝙡𝙚𝙧 – Brunch elegante in una dimora storica📍 Piazza Trinità dei Monti, 6 – 125€ (bevande escluse)𝙈𝙚𝙩𝙞𝙨 – Cucina creativa a Mezzocamino📍 Piazza Enrico Martini, 24/25 – 65€ (bevande escluse)𝘽𝙚𝙡𝙡𝙤𝙫𝙚𝙧𝙙𝙚 – Vivaio con cucina tra piante e sapori tradizionali📍 Via delle Vigne Nuove, 250 – 45€ adulti / 25€ bambini (Pasquetta: grigliata)𝙇𝙚𝙨 𝙀𝙩𝙤𝙞𝙡𝙚𝙨 (Hotel Atlante Star) – Rooftop con vista Cupolone📍 Via dei Bastioni, 1 – menu à la carte𝐋𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐝𝐢𝐞𝐧 𝐕𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐞 – Prati in fiore, tra gnocchi e stinco d’agnello📍 Via Federico Cesi, 37 – menu à la carte𝘼𝙙𝙚𝙡𝙚 (Splendide Royal) – Skybar con brunch ricco e dolci artigianali📍 Via di Porta Pinciana, 14 – 120€ (bevande escluse)𝙈𝙞𝙧𝙖𝙗𝙚𝙡𝙡𝙚 – Fine dining con vista su Roma📍 Via di Porta Pinciana, 14 – menu à la carte𝑺𝒆𝒕𝒕𝒊𝒎𝒐 (𝑺𝒐𝒇𝒊𝒕𝒆𝒍 𝑽𝒊𝒍𝒍𝒂 𝑩𝒐𝒓𝒈𝒉𝒆𝒔𝒆) – Brunch pasquale con prodotti locali📍 Via Lombardia, 47 – 90€/105€ (bambini 40€)𝑹𝒐𝒎𝒆 𝑴𝒂𝒓𝒓𝒊𝒐𝒕𝒕 𝑮𝒓𝒂𝒏𝒅 𝑯𝒐𝒕𝒆𝒍 𝑭𝒍𝒐𝒓𝒂 – Brunch in terrazza con musica📍 Via Vittorio Veneto, 191 – 85€ (bambini fino a 5 anni gratis)🌿 FUORI PORTA𝙎𝙚𝙜𝙪𝙞𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝘽𝙤𝙩𝙩𝙞 – Agriturismo e cantina nel cuore del Circeo📍 Str. del Renibbio 1720, Borgo Vodice (LT) – 90€ (vini inclusi)𝙇𝙤𝙘𝙖𝙣𝙙𝙖 𝙇𝙖 𝙏𝙤𝙧𝙧𝙚 – Dimora medievale in Ciociaria📍 Via Cascata sul Fiume Sacco SP154, Sgurgola (FR) – 65€ (bevande incluse)Pasquetta: menu alla carta🌼 Dove ti ispira di più? Scrivilo nei commenti👇📌 Salva il post e scegli con calma!#Pasqua2025 #Pasquetta #RistorantiRoma #BrunchPasquale #GiteFuoriPorta #IdeePasqua #DoveMangiareARoma #CucinaLaziale #PasquaFuori #FoodLovers
    ✨ 8 MARZO: INGRESSO GRATUITO PER LE DONNE NEI MUSE ✨ 8 MARZO: INGRESSO GRATUITO PER LE DONNE NEI MUSEI! 🎟️🏛️Anche quest’anno, su iniziativa del @mic_italia della Cultura, le #donne potranno accedere gratuitamente a #musei, siti #archeologici e luoghi #culturali in tutta Italia.Abbiamo raccolto per te gli #appuntamenti nel #Lazio:📍 ROMA✔️ Palazzo Barberini e Galleria Corsini (esclusa mostra "Caravaggio 2025")✔️ Galleria Borghese @galleriaborgheseufficiale✔️ Galleria Spada (evento speciale “Le artiste e le immagini femminili della Galleria Spada”)✔️ Museo Andersen (“Femminilità. 6 artisti per la Casa Museo di Hendrik Andersen”)✔️ Vittoriano e Palazzo Venezia ("Donne del Risorgimento: storie di coraggio")✔️ Museo Boncompagni ("I tailleur di Palma Bucarelli, tra vita e moda" ) ✔️ Parco Archeologico di Ostia Antica (visita guidata: "Storie di donne al Museo Ostiense" )✔️ Terme di Caracalla✔️ Parco Archeologico dell'Appia Antica✔️ Museo Etrusco di Villa Giulia ("Sono Raffaello il Divin Pittore") 📍 MUSEI CIVICI DI ROMA✔️ Musei Capitolini✔️ Centrale Montemartini✔️ Mercati di Traiano e Museo dei Fori Imperiali✔️ Museo dell’Ara Pacis✔️ Museo di Roma✔️ MACRO✔️ Musei di Villa Torlonia✔️ e molti altri!📍 NEL RESTO DEL LAZIO✔️ Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia✔️ Museo delle Navi Romane di Nemi✔️ Comprensorio Archeologico di Minturnae✔️ Museo Archeologico di Vulci✔️ Museo Nazionale Etrusco di Viterbo✔️ Museo Archeologico Nazionale di Formia✔️ Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga✔️ Museo Archeologico dell'Agro Falisco è Forte Sangallo a Civita Castellana✔️ Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia✔️ Museo Archeologico Nazionale di Tuscania✔️ Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo 💡 📲 Salva il post e condividilo con chi ama arte e cultura!#8marzo #festadelladonna❤️ #roma #arte #musei #museiroma #CulturaRoma
    La primavera è nell’aria e abbiamo scovato un even La primavera è nell’aria e abbiamo scovato un evento speciale per trascorrere l’#8marzo tra natura, cibo e spettacoli! ✨ Dove? @belloverde.roma , via delle Vigne Nuove 250, Roma.🎶 Cosa ti aspetta? Buffet, spettacoli artistici, cena con piano bar e uno show di luci e fuoco!💡 Scopri il programma completo sulla nostra pagina Facebook! 📍 Trovi tutti i dettagli nel nostro post 👉 [cerca "Sproloqui e Ripartenze" su Facebook]📢 Chi viene? 💃🌿#BelloVerde #GiornodellaDonna  a #AllariaAperta #Roma #Primavera #WomenDay #GiornataInternazionaleDellaDonna #eventiroma #8marzo
    Abbiamo fatto un salto a Cinecittà World per ammir Abbiamo fatto un salto a Cinecittà World per ammirare il villaggio di #carnevale🎊🎭❗Fino al 9 marzo, la Carnival Street di @cinecittaworld si trasforma in un tripudio di maschere, parate e spettacoli per adulti e bambini!💰 E con il Biglietto di ingresso a 15€ in OMAGGIO:🐉 Oriental World – il Festival delle Luminarie Cinesi+🔄 Rientro gratuito a Cinecittà World entro Marzo con l'intero Parco a disposizione!Che aspettate? #carnevale2025 #cinecittàworld #maschere #roma
    📖 Vieni a scoprire la STORIA di TRE DONNE straordi 📖 Vieni a scoprire la STORIA di TRE DONNE straordinarie che trasformano #GIOIELLI, #TESSUTI e #DECORAZIONI in vere opere d’arte!✨👉 Leggi L'ARTICOLO COMPLETO sul nostro SITO, trovi il LINK in BIO!📍 Siamo a OFFICINE ADDA, nel cuore di #RioneMonti a #Roma, uno spazio dove l’#arte prende vita!TRE DONNE, TRE STORIE, TRE PASSIONI CHE SI INTRECCIANO:🎨 FRANCESCA, fondatrice di @officineadda Adda, dà nuova anima agli spazi con #decorazioni artistiche e #restauro. Pannelli decorativi, mobili reinterpretati e tecniche tradizionali si fondono in opere uniche.💍 CHIARA, designer di #gioielli e fondatrice di @clarissa_atelier Atelier, trasforma simboli antichi e contemporanei in gioielli artigianali unici.Dalla mitologia greca ai segni zodiacali, fino alle iconiche manine di Frida Kahlo, ogni creazione racconta una storia.🧵 IRENE, designer #tessile e fondatrice di @eiren_eclecticstyle, unisce Oriente e Occidente in capi e #accessori raffinati. Tra #seta, #cashmere e lavorazioni artigianali, il suo stile nasce a Roma e prende vita in India.✨ Insieme, danno vita a un luogo dove arte, #design e artigianato si incontrano.📖 Vuoi scoprire di più sulle loro storie e sul loro lavoro?Leggi l'ARTICOLO COMPLETO sul nostro SITO!🔗 Trovi il LINK in BIO!🔎 Scopri le loro creazioni a OFFICINE ADDA in Via degli Zingari 37, Rione Monti, #Roma!❤️ Supporta l’artigianato locale! Salva il post, condividilo e vieni a trovarle!
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